B&B San Nicola via del Popolo, 38 62029 Tolentino (MC) Tel.+39 337 644767
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Il B&B San Nicola è l'ideale per chi vuole visitare la basilica del santo che si trova a soli 100 mt da noi, oppure visitare la biennale dell'umorismo e ancora  la rievocazione della battaglia di Tolentino (2-3 maggio 1815) che fu decisiva nella guerra austro-napoletana, combattuta dal re di Napoli Gioacchino Murat contro gli austriaci guidati dal generale Federico Bianchi.
Oppure approfittarne per fare una vacanza salutare alle Terme di Santa Lucia, o suggestive escursioni nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.


Il B&B è ubicato attualmente in via del popolo (anticamente via del Fondaccio fino alla fine degli anni 70) ancora oggi per antonomasia,  detta "LU FUNNACCIU" il quale conserva ancora le tipiche case medievali e vicoli contorti che si
incrociano con slarghi, piazzette e la via principale carrabile fino alla Porta del Ponte.


L'odierno B&B San Nicola è situato in un edificio che solo dopo l'anno 2000 venne completamente ristrutturato, su progetto dell' Ing.Brandi Graziano scegliendo i parametri della Bioarchitettura.
A struttura ultimata il collaudo fu effettuato dall'Ing. Governatori Fabio e a seguire le pratiche dell'accatastamento e agibilità dal Geometra Valpiani Massimo.
La scelta della Bioarchitettura fortemente voluta dall'Ing.Brandi Graziano è perchè
l’obiettivo primario della bioarchitettura è la progettazione di edifici per il benessere psicofisico dell’uomo, perduto ormai da anni a causa dell’utilizzo di molti materiali tecnologici di cui non si conoscono ancora gli effetti che producono e che hanno allontanato l’uomo da quel vecchio sistema di vita saggio e naturale a cui oggi si vuole tornare.
La progettazione di edifici che riescano a soddisfare le esigenze fisiche, biologiche ed anche spirituali di chi ci abita deve saper coniugarne sapientemente struttura, servizi, colori ed odori realizzando un’armoniosa interazione tra uomo ed ambiente.
Tale necessario interscambio tra interno ed esterno delle abitazioni dipende da una buona traspirazione della casa, che deve avere condizioni interne igieniche e salutari, mentre invece molte abitazioni moderne sono diventate degli involucri chiusi, senza contatti con l’esterno, che le rendono decisamente malsane.
Inoltre, le emanazioni da sostanze plastiche, vernici ed altri materiali, le finestre e le porte ermeticamente chiuse, i materiali isolanti, gli strati impermeabili di vernici e collanti sintetici avvolgono la casa e non la lasciano respirare quando invece essa è come la pelle: deve poter respirare.


Possibilità di escursioni in mongolfiera su richiesta www.ballon.it

Storia di Tolentino

Antichità
Numerose tombe risalenti all'VIII e IV secolo a.C. e il ritrovamento nel 1884 del famoso Ciottolo di Tolentino (che rappresenta la figura di donna nuda con testa zoomorfa), attesterebbero la presenza di un fiorente insediamento di piceni sul luogo dell'attuale Tolentino. I Piceni sarebbero giunti nella vallata del Chienti secondo la leggenda con la "primavera sacra", per cui alcuni giovani migrarono dalla Sabina oltre l'Appennino per trovare nuove terre nelle quali stabilirsi. Ma altri studi hanno portato all'ipotesi dell'insediamento di genti transadriatiche che si sarebbero spinte considerevolmente nell'interno. Queste teorie non trovano ancora la soluzione definitiva del problema aperto sull'origine di Tolentino, anzi lo accrescono per la conseguente e non improbabile distinzione tra Piceni e Picentes, questi ultimi ascritti più tardi dai Romani alla tribù Velina. Lo stesso nome di Tolentino trova discordi gli studiosi sulla sua radice: da quella che lo fa derivare dal greco "thòlos"(cumulo, in riferimento alla collina alluvionale dove la città sorge), a quella più recente che lo ritiene derivato dalla radice "Tul" con il significato di "limite" o, per meglio dire, "definitivo confine".
Del periodo romano mancano per Tolentino citazioni specifiche da parte degli storici. Dalle iscrizioni delle lapidi pervenute e come riportato da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia, si sa che Tolentinum, compresa nella regio V Picenum, fu forse colonia e di certo Municipio romano. Purtroppo quasi ogni rudere dell'epoca romana è andato perduto per il sovrapporsi continuo di nuovi edifici, ad eccezione dei resti di una costruzione termale sotto la sede comunale. Una non dubbia testimonianza della situazione della città, sia pure al limite del periodo romano, però proviene dalla figura di Flavio Giulio Catervio, prefetto del pretorio, ritiratosi a Tolentino verso la fine del IV secolo, del quale si conservano il magnifico sarcofago e quanto rimane del relativo panteum. Secondo la tradizione a Flavio Giulio Catervio si deve la conversione al Cristianesimo dei tolentinati, i quali lo proclameranno loro protettore con il nome contratto di San Catervo e presso il suo sepolcro costruiranno una chiesa retta da un vescovo, come si desume dagli atti dei Concili Romani dal 487 al 502, sottoscritti appunto dal vescovo tolentinate.
Dopo il crollo dell'Impero Romano, le Marche e Tolentino furono soggette alle invasioni barbariche. Così la maggior parte degli abitanti delle città si rifugiarono sulle alture, abbandonandole. Tolentino non subì la sorte comune delle altre città della vallata del Chienti, abbandonate e distrutte, ma continuò a sussistere, sia pure in limiti ristretti e con un numero esiguo di abitanti, in quanto il Panteum triabsidato del prefetto Catervio, divenuto luogo di culto e affiancato dalla fondazione monastica della cella Sanctae Mariae trovò, secondo le usanze barbariche, il dovuto rispetto da parte degli invasori.


Medioevo
Nel 1166, dietro intervento dei figli del marchese d'Ancona, la città assume i caratteri di organismo comunale liberandosi facilmente dal dominio indiretto del monastero del Ss. Salvatore di Rieti a cui era sottoposta dal 1099. Tolentino diventa così un potente comune annettendosi borghi e castelli vicini come Belforte del Chienti e Urbisaglia. La città si arricchisce di chiese e conventi, si cinge di una cinta muraria, che in parte si è conservata e dà vita ad un'economia fiorente, fondata su vari opifici (concerie, mulini, lavorazioni tessili). La prosperità raggiunta tra il XII e il XIV secolo causa numerose divergenze e scontri con comuni limitrofi. Come le altre città d'Italia nel XIV secolo Tolentino è logorata dagli scontri tra guelfi e ghibellini e dai tentativi della famiglia Accoramboni di farsi signori del comune, che non riusciranno mai nel loro intento trovando l'opposizione dell'intera comunità. Tuttavia Tolentino continua a rimanere un attivissimo comune sia sul piano economico che quello politico e artistico. Dopo aver debellato un nuovo tentativo nel 1342 della famiglia degli Accoramboni di farsi Signori del comune, nel 1353 Tolentino aderisce definitivamente alla lega ghibellina capeggiata dal vescovo Visconti, ma nominato il cardinale Egidio Albornoz come rettore della Marca d'Ancona, il cardinale restaura il potere papale e emana le Costituzioni Egidiane documenti in cui vi sono incluse tutte la città ghibelline della Marca da riportare all'ordine. Tolentino inclusa nelle "città medie" viene posta sotto il comando indiretto di Rodolfo Varano, capitano delle truppe pontificie. Questo dominio indiretto dei Varano, malamente sopportata dal popolo della città, terminò nel 1434 con l'uccisione di Berardo Varano. Nel 1445 il papa Eugenio IV assoggetterà il comune direttamente alla Chiesa.

Età moderna
Dopo la caduta dei Da Varano, la Chiesa ordinò che la città, non ancora del tutto sottomessa, fosse occupata da Piercivalle Doria comandante delle truppe degli Sforza, ma anch'egli venne cacciato con una strenua battaglia. Tuttavia, la città non si riprese più, e si aprì un periodo oscuro dettato dalla sete di potere che provocò delitti, inganni e vendette. Solo nel 1585 papa Sisto V interverrà personalmente a risolvere le ormai tristemente famose vicende tolentinati, ed eleverà in quello stesso anno Tolentino al grado di città e diocesi; le famiglie nobili della città, per ringraziamento al papa della pacificazione, erigeranno al di fuori delle mura la Chiesa Della Pace, tuttora esistente. Nel 1797 viene stipulato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte e Pio VI con il quale la Chiesa deve accettare dure imposizioni economiche e territoriali. Nel 1815 si combatté nelle vicinanze della città la battaglia di Tolentino, tra Gioacchino Murat e l'esercito austriaco, da cui Murat uscì sconfitto, e Tolentino tornò territorio pontificio fino all'Unificazione d'Italia del 1861.

Età contemporanea
Negli ultimi decenni del secolo ha inizio per la città un decisivo decollo industriale, e le sorti di Tolentino si legano a quelle nazionali, dal primo conflitto mondiale all'avvento del fascismo, dalla seconda guerra mondiale al breve ma doloroso periodo della Resistenza, in cui la città paga un alto prezzo in vite umane e sacrifici è per questo che Tolentino tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita nel 1994 della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Fonte wikipedia


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